Internet è il luogo della conoscenza: libera, accessibile e senza confini. A ben cercare, vi si possono scovare risorse che valgono oro.
Abbiamo trovato molte risorse di altissima qualità sul poker texano, e in questo articolo vi presentiamo i migliori siti e link per apprendere le strategie e perfezionare il vostro Texas Hold’Em.
Questo manuale, scritto a 4 mani da Ian Taylor e Matthew Hilger, si potrebbe definire come unico nel suo genere. Già la definizione che gli stessi autori danno del libro può risultare importante per aiutarci a capire di cosa si tratta: infatti Taylor e Hilger affermano che il loro testo sarà il secondo libro sul poker, più importante che si potrebbe mai leggere.
27 milioni. Ventisette milioni di mani di poker. Una cifra che, difficilmente, qualsiasi giocatore al mondo riuscirà mai a collezionare.
Ma vederle, no. Vederle è possibile. Ci è riuscito, aiutato anche dal software PokerTracker, tale Kyle Siler, brillante laureato alla Cornell University – nella ridente Ithaca, contea di New York – dove ora fanno esattamente meno 4 gradi.
Siete stati al bar di fiducia – “ciao Marie’, che mi fai il solito?” – e, visto che vi trovavate, avete giocato anche una schedina del superenalotto (giocata unica, perché tanto se la fortuna arriva, arriva secca). E visto che vi trovavate vi siete sparati anche quei dieci numeri fissi del WinForLife. E visto che vi trovavate avete preso anche dei pocket coffee. Che non c’entra niente, però, visto che la giornata si preannunciava dura…
Bene, sappiate che la probabilità che facciate 6 al superenalotto è 1 su 622.614.630. Quella di centrare 10 numeri più il numerone del WinForLife è 1 su 3,5 milioni. Quella che la giornata sia davvero dura come temevate, 1 su 2.
Che c’entrano tutte queste probabilità con il poker? Scopriamolo insieme!
Questo libro sul poker inizia esponendo quella che l’autore chiama chiama la Grande Legge dei Tells: “I giocatori stanno recitando oppure no. Se stanno recitando, allora cerca di capire cosa vorrebbero che tu facessi, e fagli avere una bella delusione”.
In passato abbiamo parlato di quei gesti ripetuti e di tutti quei piccoli comportamenti subconsci che possono regalarci indizi circa la mano degli altri player al tavolo. Oggi cerchiamo di capire come anche i comportamenti “consapevoli” dei nostri avversari possano offrirci la stessa opportunità.
Il giocatore che ti siede di fronte porta una mano al collo e con l’indice gioca con il labbro inferiore. Un altro poggia i gomiti sulla tavola e, come per apprestarsi a pregare, unisce i polpastrelli delle mani. L’ultimo guarda le sue carte e, immediatamente, gli occhi gli corrono alle chips.
Bene, il primo è molto insicuro della sua mano, il secondo ha (o almeno ne è convinto) delle ottime carte, il terzo non solo ha una buona mano ma ha anche deciso di rilanciare e sta valutando di quanto.

Sono le 5 di notte. Ormai stai giocando da ore, ma ce l’hai fatta, sei riuscito ad arrivare al tavolo finale.
Sei corto, le carte non girano e sai che se continui ad aspettare potresti morire dissanguato dai bui e dalle timide puntate che porti avanti.