Il gioco è riservato ai maggiorenni e può causare ludopatia. Consulta le probabilità di vittoria sul sito del Concessionario o su AAMS.

Texas Hold’em: le strategie per giocare l’heads up

Strategie Texas Hold'Em Heads up Qualcuno, non ricordo chi, siate clementi, diceva che non sai giocare a poker alla texana se non sai giocare in heads up. Ovvero: puoi anche eliminare due, tre giocatori contemporaneamente nella stessa mano, ma se hai stoffa si vede quando sei seduto lì, occhi negli occhi, all’ultimo scontro dell’ultimo tavolo. Si vede all’uno contro uno.

E allora vediamolo.

L’heads up (in italiano testa a testa, o uno contro uno) è praticamente un gioco a sé, a tal punto che i migliori giocatori del mondo si confrontano proprio in questa disciplina, all’NBC National Heads Up, il torneo dove si gioca esclusivamente uno contro uno.

Vediamo qualche strategia di base per migliorare il proprio gioco nell’ heads up ed evitare di andare in tilt nei momenti topici.

Innanzitutto, se siete arrivati all’ultimo duello, avete due possibilità: votarvi al vostro santo preferito – nel qual caso potete anche chiudere questa pagina e navigare su qualche sito di rivendita di santini ed icone sacre -, oppure raccogliere le energie e la concentrazione che vi rimangono, spazzolare via lo stress dalle spalle e mettervi in gioco seriamente, ma con rinnovata lucidità.

E sì, il primo consiglio è proprio questo: lucidità.

L’heads up, infatti, soprattutto se arriva alla fine di un estenuante torneo multi-tavolo, è il momento più duro della partita, quello in cui tutta la brillantezza mentale è oramai dissipato e le decisioni si fanno più appannate. Spesso accade che l’heads up non viene veramente vinto dal vostro avversario, ma perso da voi, perché avete fatto mosse azzardate o totalmente folli, spinti soltanto dalla stanchezza. Sbagliato, chiedete un minuto, sciacquatevi la faccia, sorseggiate un caffé o qualsiasi altra cosa, baste che ritroviate la lucidità.

La seconda cosa da considerare è che l’heads up stravolge il gioco e i suoi canonici punti cardine.

Sarete sempre in posizione di buio, piccolo o grande che sia, il che la dice lunga sulle carte da giocare. Mi spiego meglio. Se durante il corso di una partita potete permettervi di aspettare molte mani e giocare solo quando vi arrivino le carte giuste (stile di gioco difensivo), nell’heads up non potete concedervi questo lusso, altrimenti l’avversario vi spillerà chips su chips, mentre voi attendete i vostri due begli assi serviti.

Morale: nell’heads up dovete essere aggressivi e sfruttare l’aggressività dell’avversario contro di lui. Ad esempio potrebbe essere lecito rilanciargli contro anche con carte medie, che in altre occasioni avreste probabilmente foldato (Considerate che una mano come A2 o K3, nell’heads up, può dare ottime probabilità di vittoria.

Altri veloci consigli pratici per giocare al meglio un heads up

L’uno contro uno è un gioco di testa, non fatevi intimorire, la partita la vincerà chi saprà dominare psicologicamente l’avversario, salvo clamorosi colpi di fortuna.

 

Giocate molte mani, non potete permettervi di aspettare solo carte alte.

Pressate l’avversario, rilanciate spesso e volentieri al pre-flop, soprattutto se avete un K o un A.

Non abbiate paura di andare all-in. Ricordatevi sempre che dovete rossicchiarvi più piatti possibili e l’all-in può essere un ottimo strumento per farlo. Oltretutto nell’heads up, se avete anche solo carte vestite o una coppia media servita, avete già ottime possibilità di vittoria.

Cercate di evitare il semplice check. In linea di massima, chi fa check al pre-flop, è probabile abbia pessime carte, e questa è un’informazione che non dovete mai dare al vostro avversario: gli verrebbe facile spaventarvi con un rilancio e rubarvi il piatto con carte peggiori delle vostre.

Se al vostro rilancio l’avversario vi risponde con un altro rilancio, valutate con tranquillità di lasciargli il piatto, soprattutto se avete carte basse. Restare lucidi significa anche foldare, piuttosto che inseguire la fortuna.

Insomma, l’heads up è il culmine della partita, è stressante e impegnativo. Ed è naturale che corrisponda anche al culmine di un calo psico-fisico. Ma, lo dicevamo sopra, i grandi giocatori si riconoscono anche da come gestiscono le ultime energie mentali.

Se arrivate all’1 contro 1 finale fate un lungo respiro, strofinatevi le tempie e sgranchite il collo.

Chiudete gli occhi e fate defluire lo stress.

Poi riapriteli.

E preparatevi a ruggire.

Commenti:

Commenta